Imparare ad ascoltare il corpo

Il mio ruolo come fisioterapista non è solo quello di curare il dolore e rieducare la funzione motoria; è molto di più! Uno degli aspetti più importanti e complessi che vorrei insegnare al mio paziente è “imparare ad ascoltare il proprio corpo“. Se impariamo ad ascoltare i messaggi che il nostro sistema neuro muscolo scheletrico ci invia ogni giorno, sapremo meglio come rispettarlo e di conseguenza come prevenire la comparsa improvvisa di dolori o gli infortuni.

Alla nascita veniamo dotati di un corpo che è uno strumento perfetto: contiene già al suo interno tutto quello di cui abbiamo bisogno, partendo dagli schemi motori innati come il respiro, che è il nostro primo atto motorio, fino al cammino e alla corsa, che nessuno ci insegna. Con il passare degli anni, a seconda del nostro stile di vita, del nostro carattere, del lavoro e delle attività che svolgiamo, il nostro corpo si adatta, si trasforma e diventa sempre più unico, sempre più nostro. Ma c’è un altro aspetto paradossale: più diventiamo grandi, più perdiamo la conoscenza del nostro corpo; la qualità dei nostri movimenti diminuisce fortemente e perdiamo la naturale abitudine di ascoltare il corpo e di saperlo rilassare. Siamo così immersi nella frenesia quotidiana che smettiamo persino di respirare. Ci svegliamo un giorno pieni di dolori senza saperne il motivo.

Il primo passo è imparare ad ascoltare il nostro corpo. Il dolore è solamente l’ultimo segnale di allarme che il nostro corpo elabora per dirci che qualcosa al suo interno non funziona bene. In realtà, molto tempo prima che arrivi il dolore vero e proprio, il corpo ci invia tutti i giorni dei segnali di avvertimento che, se ben interpretati possono evitare il peggio. Il classico colpo della strega alla schiena come anche il torcicollo oppure uno strappo muscolare durante l’attività fisica possono essere evitati se sappiamo ascoltare questi avvertimenti. Ecco alcuni esempi generali di segnali di avvertimento: abbiamo le articolazioni rigide e sentiamo rumori articolari; abbiamo indolenzimento mattutino al risveglio, non riusciamo più a fare movimenti che qualche tempo prima erano facili, la nostra muscolatura non è più elastica; sentiamo formicolio/intorpidimento o dolori che arrivano senza aver fatto particolari sforzi e spariscono da soli; abbiamo crampi muscolari improvvisi; infine quando manteniamo per troppo tempo la stessa posizione, facciamo fatica a ripartire.

Il secondo passo è capire cosa ci sta succedendo, senza spaventarsi. Le nuove teorie sul dolore dimostrano che più conosciamo i nostri punti deboli e meno percepiamo il dolore o la paura del dolore; ne deriva che l’ascolto del proprio corpo, l’interpretazione dei segnali e il sapere come comportarsi diventano processi fondamentali anche per ridurre la quantità di dolore percepito nella nostra mente. Ognuno di noi, con l’esperienza e con l’insegnamento di noi fisioterapisti, impara a conoscere i punti deboli del proprio sistema neuro muscolo scheletrico, a interpretare i segnali del corpo e ad attuare i rimedi volti alla risoluzione del problema, prima che la situazione diventi troppo infiammata o dolorosa.  Questo è  il terzo ed ultimo passo: sapere cosa fare. Il mio compito è istruire il paziente ad attuare la soluzione terapeutica più adatta per fare fronte al segnale percepito, come per esempio esercizi terapeutici personalizzati, posture, movimenti e comportamenti corretti.

Ognuno diventa medico di sè stesso: chi meglio di noi può sentire cosa succede nel proprio corpo e, se ben educato e istruito, può capire cosa è meglio fare in quel preciso momento e attuare immediatamente la risoluzione. Questo aspetto è molto importante perché, promuove la “cultura della salute” utile alla prevenzione della cronicità del sintomo e riduce la necessità di prendere continuamente medicinali che spesso non hanno effetto sui sintomi causati dalle disfunzioni neuro-muscolo-scheletriche.

 Per ulteriori info non esitate a contattarmi!

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